Una delle obiezioni che più spesso mi capita di ricevere quando spiego di cosa posso occuparmi nello specifico per le mie clienti è “Ah ok, pensavo ti potessi prendere carico anche della scrittura, in realtà è quella la parte che mi porta via più tempo e di cui vorrei liberarmi”.

Ecco, uno dei motivi per i quali scrivere i propri contenuti è un’operazione impegnativa che porta via parecchio tempo è che fa parte di quelle attività che io chiamo “strategiche” perchè dal modo in cui scriviamo i nostri contenuti, dagli aspetti sui quali decidiamo di puntare l’attenzione e soprattutto dal nostro tono di comunicazione unico e irripetibile dipende l’efficacia di quello che stia condividendo con il mondo.

Ed è proprio per questo motivo che ho deciso di non offrire questo tipo di servizio ma di concentrarmi sul lavoro che viene dopo la produzione dei contenuti: perchè credo fortemente nell’unicità di ognuna di noi e so che non potrei mai sostituirmi a te in un lavoro così importante.

Quindi non c’è soluzione?

Questo però non significa che non comprenda il punto di vista di chi mi ha fatto l’obiezione in questione, anzi, io stessa, se fosse possibile, delegherei su due piedi la creazione dei miei contenuti però comprendo anche l’importanza che sia io a occuparmene quindi me ne sono fatta una ragione.

Questa obiezione in realtà mi ha acceso una lampadina così ho iniziato a pensare a come poter ovviare a quello che per me stava diventando un problema, perchè le freelance che avevano la necessità di ottimizzare il tempo nella creazione dei loro contenuti ma non trovavano in me la soluzione finivano per rinunciare alla collaborazione e quindi alla possibilità di far crescere il loro business.

Ed è qui che entrano in gioco le note vocali perchè l’intuizione che ho avuto è stata quella di proporre un compromesso tra continuare a occuparsi in prima persona dei propri contenuti e farsi aiutare da una figura esterna.

Per quali contenuti vanno bene le note vocali?

Io sono una fan delle note vocali, devo ammetterlo: le uso spessissimo su WhatsApp con gli amici, la mia famiglia e anche con le clienti che sono d’accordo ad usare entrambi come mezzo di comunicazione quindi non ho avuto alcun problema a estendere il loro utilizzo.

Anche se sulla carta l’idea era super ovviamente volevo essere davvero sicura che fossero un metodo efficace e che il risultato finale, una volta sbobinata la nota vocale, fosse comunque ottimo come se fosse stata la cliente stessa a passarmi il testo.

Così le prime prove le ho fatte con Jessica per il suo blog e subito ci siamo rese conto che effettivamente il risultato era davvero molto fedele a quello che avrebbe scritto lei stessa. Ma la cosa ancora più figa era che, usando questo metodo, non solo risparmiava tempo nella creazione dei contenuti ma non doveva nemmeno rinunciare al suo tono di voce perchè, in fin dei conti, erano parole sue 🙂

Dopo queste prime prove quindi ho iniziato a testare il metodo anche sugli altri canali che tipicamente necessitano di contenuti sempre nuovi e costanti, cioè la newsletter e i social, e con altre clienti per scoprire che il risultato di fatti non cambiava.

E questa non era solo una percezione nostra “interna” ma rappresentava il feedback delle persone a cui quei contenuti erano indirizzati. E non potevo chiedere soluzione migliore perchè io mi diverto un sacco a sbobinare le note vocali e le mie clienti possono risparmiare ancora più tempo. Quando si dice the best of both worlds!

Come usare le note vocali per ottimizzare il tuo tempo

Ecco quindi come funziona la programmazione dei contenuti su social, blog e newsletter partendo dalle note vocali delle mie clienti:

  • Creo e aggiorno di volta in volta su Asana lo spazio dedicato alla preparazione di ogni singolo contenuto che abbiamo concordato in modo che possano tranquillamente caricare lì la nota vocale una volta registrata, anche comodamente da telefono
  • Accedo allo spazio di lavoro e, sempre comodamente da telefono, apro la nota vocale che ascolto con le cuffie per concentrarmi meglio
  • Contemporaneamente apro la piattaforma su cui devo lavorare i contenuti una volta sbobinati, che può essere direttamente la pagina di un nuovo articolo su WordPress oppure Hootsuite nel caso dei social per esempio
  • Faccio partire la nota vocale e scrivo di getto tutte le parole che contiene, stoppandola e facendola ripartire a seconda di quanto la persona parla velocemente per non restare troppo indietro (sì, è un po’ come essere tornate sui banchi delle elementari!) e comincio a correggere qualcosina già in questa fase se serve
  • Una volta sbobinato tutto l’audio torno sul testo per rileggerlo, capire se fila tutto liscio ed è comprensibile e per correggere eventuali errori ortografici che ho fatto in fase di sbobinatura dovuti alla velocità dell’audio
  • A questo punto aggiungo tutto quello che serve per finalizzare il contenuto in base alla tipologia: se magari è un blogpost aggiungo copertina, tag, categoria, titoli e parola chiave oppure se si tratta di un post per Instagram aggiungo gli hashtag e l’immagine a cui deve essere associato il testo
  • Do un’ultima occhiata veloce per assicurarmi che sia tutto davvero ok, programmo i contenuti in base al calendario editoriale che condivido con la cliente e that’s it

Se odi profondamente i messaggi audio ti sconsiglio anche solo di provare questo metodo perchè sicuramente non farà per te ma se invece sei alla ricerca di un modo per delegare anche la parte di creazione dei tuoi contenuti, fammi sapere se proverai a usare le note vocali e se ti trovi bene anche tu!

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