Intervista a Sharon Sala

Queste interviste nascono per essere d’aiuto alle professioniste che hanno bisogno di una mano per alcune attività del proprio business ma magari non sanno che esiste qualcuno in grado di aiutarle, oppure ne sono a conoscenza ma non hanno ancora deciso se è davvero la cosa giusta da fare.

Le interviste sono un evergreen perchè quale migliore strumento se non l’esperienza diretta delle professioniste con cui ho avuto oppure ho ancora il piacere di collaborare?

La protagonista di questa intervista è Sharon Sala, fotografa ritrattista che ha deciso di dedicare le sue competenze e la sua sensibilità al branding, alle famiglie e al sensuale mondo del boudoir.

Ho conosciuto Sharon nel 2016 grazie alla Rete al Femminile di Monza, l’associazione nazionale dedicata allo sviluppo dell’imprenditoria femminile di cui ho fatto parte fino al 2022.

Sharon mi ha scritto per chiedermi un supporto specifico per la sua attività di fotografa, e io sono stata molto felice di poterle essere d’aiuto. Non solo per il fatto di essere entrambe parte della stessa rete ma soprattutto per i valori che ci accomunano e per la sua personalità solare e frizzante, che è esattamente ciò che cerco nelle persone con cui voglio collaborare.

Ecco allora cosa ha risposto alle 6 domande che le ho posto riguardo la nostra esperienza di lavoro insieme, spero possa tornare utile a te che leggi per comprendere sempre più l’importanza di alzare la mano nel momento del bisogno.

Quali ragionamenti riguardo il tuo business ti hanno portato alla decisione di delegare?

Quando ho scoperto che esisteva qualcuno che potesse aiutarmi a gestire il mio business, mi si è aperto un mondo.

Ho sempre pensato di aver bisogno di un aiuto per alcune attività operative che mi portavano via tempo allo studio di strategia, marketing e soprattutto al mio lavoro come fotografo ritrattista per privati e professionisti.

Nella mia testa però questo aiuto si concretizzava nel dover assumere qualcuno o avere un collaboratore pagato regolarmente, cosa che se sei all’inizio del tuo percorso come libera professionista non puoi fare. Scoprire invece che esisteva una professionista che poteva prendersi in carico anche una sola attività operativa è stata la svolta.

Quali attività hai deciso di delegare? Come sei arrivata a questa scelta?

Ho scelto di delegare un’attività che avrei potuto fare da sola, ma che richiedeva da parte mia investire più giorni di lavoro per:

1) studiare il sistema di implementazione e invio della newsletter con Mailchimp
2) impostare tutto il sistema, dal sito, al template, fino alle mail automatiche

Così ho valutato che sarebbe stato più economico affidare questo lavoro ad una persona già esperta del sistema di implementazione della newsletter dandomi modo di concentrarmi di più sui contenuti e la strategia, e ottimizzando anche il tempo di sviluppo e realizzazione.

Dopo l’implementazione ho continuato ad appoggiarmi a Monica delegandole la programmazione e l’invio della mia newsletter. In questo modo ho ottenuto anche il vantaggio di avere due occhi in più che controllano i contenuti e i link delle mie newsletter.

In che modo hai scelto di investire il tempo che hai risparmiato grazie alla delega?

Come ho già anticipato nella domanda precedente, ho deciso di investire il tempo “in più” che mi rimane nella pianificazione di progetti, idee e strategie comunicative. Come ad esempio, pubblicare regolarmente informazioni su LinkedIn in merito all’importanza di avere una buona immagine profilo, per comunicare a livello business.

Essere costante e dare informazioni di qualità alle persone che mi seguono mi sta premiando con nuovi contatti e richieste di informazione e preventivo.

Inoltre prima avevo l’ansia e la preoccupazione di dover fare e spedire la newsletter, ora so che c’è qualcuno che lo fa al posto mio e questo mi permette di liberare la mente e di mantenere i miei pensieri più focalizzati sugli obiettivi e le attività più importanti.

Quali step e procedure ritieni fondamentali per impostare una buona collaborazione?

Una buona collaborazione parte dalla fiducia e dalla relazione che si instaura con le persone.

Per me è un punto fondamentale anche nel mio rapporto con i clienti. Il mio metodo di lavoro si basa su un primo incontro conoscitivo, dove entrambi possiamo valutare se tra le parti può nascere empatia e fiducia. Senza questi due aspetti, lavorare assieme può risultare difficile e con risultati non soddisfacenti.

Su quali caratteristiche personali e lavorative hai basato la tua scelta?

La mia scelta è stata prima di tutto a pelle e di istinto, so che può risultare non razionale ma l’istinto non si è mai sbagliato sulle persone incontrate. Se avverto sensazioni positive, a questo punto approfondisco in maniera più razionale, valutando la persona su caratteristiche oggettive, come: professionalità, disponibilità al confronto e al dialogo, elasticità mentale, apertura all’ascolto.

Che suggerimento daresti a una professionista che sta valutando la delega come strumento di crescita?

Ad oggi sono così soddisfatta della nostra collaborazione che, appena mi si offre l’occasione, consiglio ad altri professionisti di delegare alcune attività proprio a Monica.

Sento spesso professionisti lamentarsi di non avere abbastanza tempo per fare tutto ma è proprio questo il problema, bisogna lasciar andare e cedere il controllo. Delegare non è poi così costoso come si pensa, si può partire da una piccola attività che non incide enormemente sui nostri costi. Spero con il tempo e i guadagni di poter delegare più attività a Monica.

 

La testimonianza di Sharon:

Avevo bisogno di implementare la mia newsletter, avevo le competenze per farlo ma sapevo che avrei perso 2 giorni di lavoro per comprendere il sistema.

Così decisi di risparmiare del tempo delegando questa attività a chi aveva già tali conoscenze. In questo modo mi sono dedicata al mio business e la newsletter pronta allo stesso tempo.

Non mi sono fermata qui, ho delegato anche la programmazione e l’invio della stessa, questo mi ha donato la tranquillità di sapere che avevo un paio di occhi in più a controllare testi, immagini e link.

Se prima mandare una newsletter era stressante e mi portava via tempo, dopo ho potuto dedicarmi al contenuto e dormire sonni tranquilli sapendo che c’era un “angelo custode” che si preoccupava di controlla e inviare il tutto.