Non conoscevo Anna quando mi ha scritto per chiedermi aiuto quindi non sapevo nemmeno che Anna Venere fosse uno pseudonimo – ma non sarò io a spoilerarti i suoi veri nome e cognome! – però mi sono subito affezionata alla sua storia e al suo lavoro. Mi sono accorta che lei non era la solita consulente di immagine che parla di colori, stili e trend del momento, o almeno non solo.

Sul suo blog Anna tratta anche argomenti più delicati e intimi come la body positivity e il body shaming, racconta di stereotipi e di come migliorare la propria autostima, affronta le fobie legate all’abbigliamento che però hanno radici molto più profonde. E le sue newsletter, poi, sono delle vere e proprie confidenze a cuore aperto che raccontano le insicurezze e le difficoltà della Anna adolescente e che, oggi, vogliono essere di aiuto a tutte le donne che stanno imparando ad apprezzarsi ogni giorno di più.

D: Quali ragionamenti riguardo il tuo business ti hanno portato alla decisione di collaborare con un’Assistente Virtuale?

Sono dislessica eppure anche grafomane: produco moltissimi contenuti per il mio blog, la newsletter, le consulenze e nonostante la rilettura uscivano sempre con qualche piccolo refuso che io non potevo vedere. Pur dichiarando la mia dislessia, nel complesso venivo spesso accusata di poca cura verso il mio business, cosa che mi faceva soffrire perché non era affatto così. Grazie a Monica questo problema da ormai diversi mesi non c’è più, sono tranquilla perchè tutti i miei post e le mie newsletter escono senza errori.

D: Quali attività hai deciso di delegare? Come sei arrivata a questa scelta?

Ho deciso di delegare sia il proofreading che la risposta alle mail, in alcune occasioni particolari. Ad esempio, grazie a Monica sono riuscita a lanciare una promozione per il Black Friday nonostante fossi in vacanza fuori Italia, lei si è occupata della gestione di tutte le mail consentendomi di rispondere in tempo a tutte le clienti che volevano acquistare la promozione.

D: In che modo hai scelto di investire il tempo che hai risparmiato grazie alla delega?

Delegando il proofreading del materiale che creo posso concentrarmi su produrre più contenuti di qualità migliore e soprattutto più densi, senza “perdere” tempo alla caccia all’errore, che per un dislessico significa praticamente sillabare il testo ed è quindi un lavoro piuttosto estenuante.

D: Quali step e procedure, a tuo avviso, sono fondamentali per impostare una buona collaborazione?

Per prima cosa la persona deve piacere, io ho chiesto vari preventivi e poi ho studiato canali di comunicazione e siti delle varie assistenti prima di scegliere. Volevo qualcuno che mettesse la mia stessa cura nel lavoro e che si presentasse al meglio.

D: Sulla base di quali caratteristiche personali e lavorative hai basato la tua scelta?

Ho scelto una persona che so che collabora anche con altre professioniste che stimo e seguo, che è iscritta a Rete al Femminile come me e che partecipa alle sue iniziative, e che ha un modo di fare preciso e pacato con cui io mi trovo bene.

D: Cosa ti senti di suggerire ad altre professioniste che vogliono investire in una collaborazione di questo tipo ma non sono ancora convinte?

Secondo me delegare è difficile ma importante e ognuna deve farsi una lista di priorità di cose che vuole delegare, perchè questa decisione farebbe crescere il proprio business. Non le potrà delegare tutte allo stesso momento perché è comunque un investimento, ma per gradi saprà come procedere. Per me il proofreading veniva subito dopo alla grafica (la prima cosa che ho delegato) e mi ha fatto non solo migliorare la qualità del mio lavoro ma anche la mia serenità.

Pssst, conosci già le mie Tool Pills?

Ogni 15 giorni ti scrivo per condividere alcune delle risorse o degli strumenti utili che mi aiutano ogni giorno a gestire meglio il mio lavoro. Compila i campi qui sotto se le vuoi ricevere anche tu: