Parlare di visual marketing significa parlare anche di visual identity e, quando penso all’identità visiva di un brand, la professionista che mi viene subito in mente è Tamara Berlaffa di Officine Oniriche: così è nata l’idea per questo articolo in cui tutto ruota intorno all’importanza del visual marketing.

Ho chiesto a Tamara di raccontarci perchè, in quanto esperta di questo argomento, curare la parte visiva del marketing impatta così profondamente nella gestione del nostro business e nella creazione del nostro ruolo come professioniste valide e attente agli occhi di clienti e potenziali clienti.

1 | Che impatto ha sul business l’abitudine di prendersi cura della propria identità visiva?

L’identità visiva è ciò che più immediatamente trasmette la percezione di un brand.

Proviamo a pensare a quando entriamo nel nostro negozio di fiducia, a quando scorriamo il feed di Instagram o il sito di una freelance che amiamo: ci sono momenti in cui pensiamo “adesso compro tutto” e succede perchè mentre siamo lì riusciamo a percepire un’atmosfera ben precisa e in linea con i nostri valori o con la nostra mission.

Prendersi cura della comunicazione visiva del proprio business ha un impatto molto forte in termini di notorietà del marchio che visivamente diventa più riconoscibile. Per questo dedicarsi al proprio visual marketing è proprio come mettere fisicamente dei piccoli semini che, uno in fila all’altro, creano un prezioso giardino nel quale il nostro target ideale non potrà far altro che sentirsi accolto e attratto.

2 | In quali occasioni una freelance non può fare a meno di gestire bene l’aspetto visivo del proprio marketing?

So che sono di parte ma, di base, cercherei il più possibile di curare l’aspetto visivo del proprio brand perchè più è curato e più è facile che venga riconosciuto, soprattutto in momenti clou come per esempio durante il lancio di un servizio/prodotto. Se non lavoriamo d’anticipo rischiamo che, una volta arrivati alla fine del nostro fantastico countdown, otteniamo l’effetto “Aspetta, chi è lei? Mi sembra di conoscerla ma non sono sicura!”.

Uno dei due momenti che richiederebbero una cura speciale è, per l’appunto, il momento di un lancio: è importante che sito e canali social siano coerenti tra loro per facilitare l’esperienza d’acquisto.

Se pensiamo alla sensazione che si dovrebbe ricreare è quella del negozio fisico presso il quale vogliamo tornare spesso, che magari ha più punti vendita e sappiamo che in ognuno di essi c’è una precisa disposizione di scaffali, che si respira un profumo meraviglioso. In questi negozi, in genere, ci innamoriamo persino della shopper che ci danno e della carta che usano per impacchettare un regalo che facciamo a noi stesse. 

Il secondo momento è forse ancora più importante e delicato ed è in fase di rebranding, durante la quale è davvero prezioso fare un lavoro curato per comunicare l’evoluzione del proprio brand, far conoscere il nuovo posizionamento, trasmettere i nuovi valori se sono cambiati e così via.

3 | Consigliaci 3 freelance che curano particolarmente bene la parte visiva della loro comunicazione.

Te ne dico 3 + un jolly e scommetto che quasi non hanno bisogno di link perchè hanno fatto un ottimo lavoro: Giada Carta, Rita Bellati, Ljuba Daviè e Guido.

Tutti e quattro hanno una forte coerenza visiva nella loro comunicazione e lo si può notare in ogni loro canale: sito web, contenuti social, newsletter e blog. È proprio come se ogni piccolo elemento facesse parte di un ecosistema più grande e questo ti porta con più facilità a riconoscere immediatamente i contenuti di un profilo piuttosto che un altro. 

In particolare, nella sua comunicazione Giada utilizza due pattern che spesso sono in sottofondo e riescono a evocare l’atmosfera e i valori del suo brand. Le sue foto virano su colori presenti nella sua palette e questo porta più facilmente ad armonizzare la sua identità.

Ljuba fa prevalere foto luminose con tonalità pastello e nella sua comunicazione trovo che le icone illustrate dei servizi siano immediatamente riconducibili a lei. Le foto e i video di Rita portano immediatamente al suo cottage: sembra di fatto di esser lì con lei a osservare un angolo di casa, e inoltre spesso inserisce delle piccole illustrazioni che rendono ancora più unica la sua comunicazione.  

Enrica e Ivan di Guido puntano a foto di collage sempre diversi ma scattati con la stessa inquadratura: questo garantisce loro una forte riconoscibilità. E inoltre utilizzano grafiche molto immediate che richiamano il tratto di un pennarello e che mi fa pensare a quando, seguendo una lezione online, stiamo prendendo appunti e  nel frattempo disegniamo. Quindi è come se fossimo già nel flusso di lavoro.

Ciò che traspare da questi esempi è che ognuno di loro ha un’identità e una comunicazione visiva basata su valori, mission, vision e target ben definiti. Trovo che avere le risposte chiare a domande basilari che probabilmente ci siamo poste più volte sul nostro business (chi siamo, cosa offriamo e a chi ci rivolgiamo) sia il punto di partenza per avere una comunicazione coerente ed efficace

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